Arte e funzione

La sfida più grande per un creativo, è spesso quella di non scendere a compromessi con la realtà e di portare fino in fondo con la coerenza più pura la propria ispirazione.

Altrimenti, come accade sovente, si finisce per assecondare inevitabilmente le tendenze e le mode di quel periodo oppure di realizzare qualcosa che piaccia al “mercato”. Soprattutto nel design, che è a più stretto contatto con le esigenze di un mercato commerciale, il rapporto tra estetica e funzionalità è un elemento imprescindibile.

Solo l’arte è esente da quest’aspetto. Perché? Perché all’arte non è richiesta una funzione.

Certamente è così, eppure ritengo che il design si sia troppo venduto alla funzione, e che abbia semplicemente perso ciò che gli è sempre appartenuto…l’arte. Forse non erano arte le forme auree dei vasi romani e di epoca ottomana? Per non parlare di quelli cinesi? Le panche di marmo scolpite nel marmo di Atene?

Credo che l’arte abbia sempre appartenuto al design, sia dall’antichità, e forse è venuto il momento di attingere di nuovo da essa senza paura di compromettere una funzione. Soprattutto noi piccoli artigiani che, non essendo aziende, abbiamo il dovere della sperimentazione, del coraggio di osare in linee nuove e controtendenza.

Perdendo questo aspetto creativo, perdiamo la nostra identità; so che una tale scelta comporta svariati rischi, ma credo anche che la ricerca di bellezza li valga tutti e che solo in questo modo potremo disegnare nuove strade, e non seguire semplicemente i cartelli che qualcun altro ha segnato.

Forse, in fondo, la vera funzione è la bellezza, in quanto il mondo (così voglio credere…) ha più bisogno di sculture che di cassetti per posate.